venerdì 27 gennaio 2017

A - 4 DOM.T.O.


2 commenti:

  1. S. FAUSTI - “Beati” dice Gesù di quelli che noi consideriamo infelici. Per noi è beato il ricco, il potente, l'onorato: vale chi ha, può e conta. Per Gesù è beato il povero, l'umile e il disprezzato .
    Vale chi non ha, non può e non conta. E' un capovolgimento radicale di valori, senza possibilità di fraintendimento : o ci sbagliamo noi, o si sbaglia Lui! Per Lui sono benedetti coloro che riteniamo maledetti ; maledetti quelli che noi riteniamo benedetti.
    L'inizio del discorso della montagna costituisce il manifesto , la “magna charta” del Regno .
    Dice chi sono i suoi cittadini, qual è la loro condizione.
    I criteri con i quali Dio giudica e agisce sono esattamente l'opposto dei nostri.
    Regno di Dio e regno dell'uomo si oppongono come due modi contrari di valutare e vivere.
    Sono due modi opposti di essere : quello di Gesù, Figlio del Padre e fratello di tutti, e quello di chi, senza Padre e senza fratelli si è fatto da sé contro tutti.
    Possiamo usare sette chiavi di lettura per entrare in questo testo.
    La prima è Cristologica.
    Queste Parole sono un'autobiografia di Gesù . Rivelano il Suo Volto di Figlio di Dio.
    La seconda è Teologica . Manifestano chi è Dio : è Suo Padre, uguale a Lui.
    La terza è antropologica. Mostrano il volto dell'uomo realizzato, del figlio a immagine del Padre.
    La quarta è soteriologica. Ci salvano dall'inautenticità, dalla menzogna, dal fallimento.
    La quinta è ecclesiologica. Fanno vedere i lineamenti della comunità dei figli che vivono da fratelli.
    La sesta è escatologica. Rivelano la verità della realtà : il giudizio di Dio, il fine stesso del mondo.
    La settima è morale (non moralistica).
    Ci chiamano a “fare” secondo ciò che siamo, vivere la nostra identità.
    Il discorso sul monte è una catechesi battesimale, un breviario di vita cristiana : la regola di vita del Figlio. Ma non è una nuova legge, più impossibile dell'antica.
    E' il cuore nuovo, promesso dai profeti.
    Infatti quanto Gesù qui afferma , è quanto Lui vive, e, con la Sua carne, comunica ad ogni carne.
    Le Sue Parole non sono legge, ma Vangelo; non sono esigenze nobili e difficili, ma il dono sublime e bello che ci offre facendosi nostro fratello.
    Senza il dono dello Spirito le Beatitudini sono un'ideologia sublime, tanto più disperante quanto più sublime. Gesù non solo dice, dà a noi ciò che dice.
    La Parola di qs capitoli (5-7) ha il potere di farci uomini nuovi : ci purifica la vita, ci dà la fede, ci rende atti a servire, ci libera dalla paura, dal male, dal peccato, dalla malattia e dalla morte, ci fa capaci di vedere e annunciare il Regno di Dio.
    Le Parole di Gesù sono la medicina ai nostri mali, la verità che guarisce il cuore dalla menzogna che sta alla loro origine. Il discorso sul monte è un “indicativo” che si fa “imperativo” .
    Il Figlio ci concede di essere ciò che siamo : figli, dobbiamo dunque diventare fratelli.
    L'uomo non ha altro dovere che diventare ciò che è. E' importante innanzitutto cogliere la “bellezza” di questo discorso, che ci ridona nel Figlio il vero volto nostro e del Padre.
    Queste Parole non sono rivolte solo ai discepoli,o addirittura a quelli più volenterosi.
    Sono per ogni uomo che cerca la propria verità: gli restituiscono la sua realtà , al di là di ogni apparenza. Sono quindi la “salvezza” di questo mondo, il pieno sviluppo delle sue potenzialità.

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  2. PRIMA LETTURA (Eb 10,32-39)
    Avete sopportato una grande lotta. Non abbandonate dunque la vostra franchezza.
    Dalla lettera agli Ebrei
    Fratelli, richiamate alla memoria quei primi giorni: dopo aver ricevuto la luce di Cristo, avete dovuto sopportare una lotta grande e penosa, ora esposti pubblicamente a insulti e persecuzioni, ora facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo.
    Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di essere derubati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e duraturi.
    Non abbandonate dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa.
    Avete solo bisogno di perseveranza, perché, fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato promesso.
    Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà.
    Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore.
    Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.
    Parola di Dio.

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