mercoledì 16 settembre 2026

A - 25 DOMENICA T. ORD.


 

3 commenti:

  1. Antifona
    «Io sono la salvezza del popolo», dice il Signore.
    «In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
    e sarò loro Signore per sempre».
    Gloria.

    Colletta
    O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
    hai posto il fondamento di tutta la legge,
    fa’ che osservando i tuoi comandamenti
    possiamo giungere alla vita eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.
    O Padre, le tue vie sovrastano le nostre vie
    quanto il cielo sovrasta la terra:
    concedi a noi la gioia semplice
    di essere operai della tua vigna
    senza contare meriti e fatiche,
    lieti solo di portare frutti buoni
    per la speranza del mondo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.


    Prima Lettura
    I miei pensieri non sono i vostri pensieri.
    Dal libro del profeta Isaìa
    Is 55,6-9


    Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
    invocatelo, mentre è vicino.
    L’empio abbandoni la sua via
    e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
    ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
    e al nostro Dio che largamente perdona.
    Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
    le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
    Quanto il cielo sovrasta la terra,
    tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
    i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 144 (145)
    R. Il Signore è vicino a chi lo invoca.
    Ti voglio benedire ogni giorno,
    lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
    Grande è il Signore e degno di ogni lode;
    senza fine è la sua grandezza. R.
    Misericordioso e pietoso è il Signore,
    lento all’ira e grande nell’amore.
    Buono è il Signore verso tutti,
    la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
    Giusto è il Signore in tutte le sue vie
    e buono in tutte le sue opere.
    Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
    a quanti lo invocano con sincerità. R.



    Seconda Lettura
    Per me il vivere è Cristo.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo
    ai Filippési 1,20c-24.27a
    Fratelli,
    Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
    Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.
    Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo.
    Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo.

    Parola di Dio.

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    Risposte
    1. --->
      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Apri, Signore, il nostro cuore
      e accoglieremo le parole del Figlio tuo. (Cf. At 16,14b)

      Alleluia.

      Vangelo
      Sei invidioso perché io sono buono?
      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 20,1-16


      In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
      «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto.
      Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
      Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
      Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
      Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
      Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    Gli operai che erano rimasti sulla piazza del mercato avevano probabilmente perso ogni speranza. Quella giornata era andata a vuoto. E invece qualcuno ha creduto ancora in loro. Che senso ha prendere degli operai solo per l’ultima ora della giornata di lavoro? Che senso ha andare a lavorare solo per un’ora? Eppure, anche quando ci sembra di poter fare poco nella vita, ne vale sempre la pena. C’è sempre la possibilità di trovare un senso, perché Dio ama la nostra vita. Ed ecco che l’originalità di questo padrone si vede anche alla fine della giornata, al momento della paga. (…) Per il padrone della vigna, cioè per Dio, è giusto che ognuno abbia ciò che è necessario per vivere. Lui ha chiamato i lavoratori personalmente, conosce la loro dignità e in base ad essa vuole pagarli. E dà a tutti un denaro. Il racconto dice che gli operai della prima ora rimangono delusi: non riescono a vedere la bellezza del gesto del padrone, che non è stato ingiusto, ma semplicemente generoso, non ha guardato solo al merito, ma anche al bisogno. Dio vuole dare a tutti il suo Regno, cioè la vita piena, eterna e felice. E così fa Gesù con noi: non fa graduatorie,
    a chi gli apre il cuore dona tutto Sé stesso.
    (Leone XIV - Udienza generale, 4 giugno 2025)

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