Antifona Dell’amore del Signore è piena la terra; dalla sua parola furono fatti i cieli. Alleluia. (Sal 32,5-6)
Gloria.
Colletta Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della gioia eterna, perché l’umile gregge dei tuoi fedeli giunga dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore. Egli è Dio, e vive e regna con te.
Oppure:
O Dio, nostro Padre, che hai inviato il tuo Figlio, porta della nostra salvezza, infondi in noi la sapienza dello Spirito, perché sappiamo riconoscere la voce di Cristo, buon pastore, che ci dona la vita in abbondanza. Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura Dio lo ha costituito Signore e Cristo. Dagli Atti degli Apostoli At 2,14a.36-41
[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso». All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 22 (23)
R. Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla. Oppure: R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l'anima mia. R.
Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. R.
Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca. R.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni. R.
Seconda Lettura Siete stati ricondotti al pastore delle vostre anime. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 1Pt 2,20b-25
Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime.
Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)
Alleluia.
Vangelo Io sono la porta delle pecore. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 10,1-10
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».
Le Parole dei Papi Dopo averci ricondotti nell’abbraccio di Dio e nell’ovile della Chiesa, Gesù è la porta che ci fa uscire verso il mondo: Egli ci spinge ad andare incontro ai fratelli. E ricordiamolo bene tutti: tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a questo, a uscire dalle nostre comodità e ad avere il coraggio di raggiungere ogni periferia che ha bisogno della luce del Vangelo (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 20). Fratelli e sorelle, essere “in uscita” significa per ciascuno di noi diventare, come Gesù, una porta aperta. È triste e fa male vedere porte chiuse: le porte chiuse del nostro egoismo verso chi ci cammina accanto ogni giorno; le porte chiuse del nostro individualismo in una società che rischia di atrofizzarsi nella solitudine; le porte chiuse della nostra indifferenza nei confronti di chi è nella sofferenza e nella povertà; le porte chiuse verso chi è straniero, diverso, migrante, povero. E perfino le porte chiuse delle nostre comunità ecclesiali: chiuse tra di noi, chiuse verso il mondo, chiuse verso chi “non è in regola”, chiuse verso chi anela al perdono di Dio. Fratelli e sorelle, per favore, per favore: apriamo le porte! Cerchiamo di essere anche noi – con le parole, i gesti, le attività quotidiane – come Gesù: una porta aperta, una porta che non viene mai sbattuta in faccia a nessuno, una porta che permette a tutti di entrare a sperimentare la bellezza dell’amore e del perdono del Signore. (Francesco - Omelia nella Santa Messa a Piazza Kossuth Lajos a Budapest, 30 aprile 2023)
Gesù, pastore buono e porta delle pecore, è un capo la cui autorità si esprime nel servizio, un capo che per comandare dona la vita e non chiede ad altri di sacrificarla. Di un capo così ci si può fidare, come le pecore che ascoltano la voce del loro pastore perché sanno che con lui si va a pascoli buoni e abbondanti. Basta un segnale, un richiamo ed esse seguono, obbediscono, si incamminano guidate dalla voce di colui che sentono come presenza amica, forte e dolce insieme, che indirizza, protegge, consola e medica. ( Francesco Regina Caeli 7 maggio 2017)
KAROL WOJTYLA – Trittico Romano “In principio era il Verbo... e per mezzo di Lui tutto è stato fatto”, il tutto in cui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo - Il Verbo, lo stupendo Verbo – il Verbo Eterno, come un'invisibile soglia di tutto ciò che ha iniziato ad esistere, esiste ed esisterà. Come se il Verbo fosse la soglia.
La soglia del Verbo, in cui tutto era in modo invisibile, eterno e divino – dietro questa soglia iniziano gli eventi!
BENEDETTO XVI – IL PASTORE ( DA GESU' DI NAZARET) L'immagine del pastore, con cui Gesù presenta la Sua missione sia nei Sinottici che nel Vangelo di Giovanni, reca in sé una lunga storia. L'antefatto immediato del discorso figurato di Gesù si trova naturalmente nell'Antico testamento, in cui Dio stesso compare come Pastore d'Israele. Quest'immagine ha plasmato profondamente la pietà di Israele ed è diventata un messaggio di consolazione e di fiducia soprattutto nei periodi di calamità. Forse nel Salmo 23 è riassunta nel modo più bello questa pietà fiduciale : Il Signore è il mio pastore - “Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male, perché Tu sei con me”. L'immagine di Dio Pastore viene sviluppata più estesamente in Ezechiele (Cap 34-37), la cui visione, recuperata con concretezza al presente, viene accolta nelle parabole sinottiche del pastore e nel discorso Giovanneo del pastore come profezia dell'attività di Gesù. Di fronte ai pastori egoisti, che Ezechiele incontra e denuncia nel suo tempo,il profeta annuncia la promessa che Dio stesso cercherà le Sue pecore e si occuperà di loro (34,13.15.16). Di fronte alla mormorazione dei farisei e degli scribi riguardo alla Sua convivialità con i peccatori, il Signore racconta la parabola delle 99 pecore rimaste nell'ovile e dell'unica smarrita, alla ricerca della quale si mette il pastore per poi caricarsela sulle spalle tutto contento e riportarla a casa. Con questa parabola Gesù dice ai Suoi avversari : non avete letto la Parola di Dio in Ezechiele ? Io faccio solo ciò che Dio come vero pastore ha annunciato : “Andrò in cerca delle pecore perdute e ricondurrò all'ovile quelle smarrite”... Possiamo qui ascoltare come risonanza , le Parole del Salmo 23 “Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce...Davanti a me tu prepari una mensa.. felicità e Grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita” . In modo ancora più immediato vi risuona il discorso del pastore di Ezechiele :”Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d'Israele” (34,14). I Padri hanno scorto nei monti d'Israele e nelle pasture sulle loro vette, dove vi sono ombra ed acqua, un'immagine delle alture della Sacra Scrittura, del nutrimento dispensatore di Vita della Parola di Dio. L'uomo vive della verità e dell'essere amato, dell'essere amato dalla Verità. Ha bisogno di Dio, del Dio che gli si avvicina e gli spiega il senso della vita. Certo, l'uomo ha bisogno di pane, ha bisogno del nutrimento del corpo,ma nel più profondo ha bisogno soprattutto della Parola , dell'Amore, di Dio Stesso. Chi gli dà questo, gli dà “Vita in abbondanza”. E così libera anche le forze mediante le quali l'uomo può sensatamente plasmare la terra, può trovare per sé e per gli altri i beni che possiamo avere solo nella reciprocità.
FAUSTI - AMEN, AMEN - Sono parole di rivelazione, con autorità divina.Gesù si rivolge ai farisei, pastori ciechi per illuminarli. Gesù rimprovera i capi del popolo, che gli stanno dinanzi, di non essere pastori : non entrano dalla porta.I capi del popolo hanno rubato a Dio il suo gregge : sono ladri. E sono briganti : opprimono ed esercitano violenza. Il pastore, a differenza dei ladri e dei briganti, entra per la porta, perché è di casa. Ai capi Gesù oppone se stesso come pastore legittimo e unico . il pastore è il Signore stesso (EZ. 34,11) e il suo Messia (EZ. 34, 23) che prende il suo posto, usurpato dai falsi pastori. A Lui il portiere apre, le Sue pecore ascoltano la Sua voce. Il pastore è riconosciuto come tale. Ogni uomo riconosce ed apre il suo cuore alla libertà, all'amore e alla vita, che sa ben distinguere dalla schiavitù, dall'egoismo e dalla morte. Il popolo oppresso riconosce chi gli propone una via d'uscita. L'ex cieco, che ha ascoltato il pastore, è stato espulso dal tempio ed è venuto alla luce. Anche Lazzaro udrà la sua voce e uscirà dalla tomba. Il popolo, in quanto oppresso, è sensibile alla voce della libertà . Quando si fa udire, l'ascolta volentieri. Come YHWH nell'esodo, Gesù guida il suo popolo verso la terra promessa. Le pecore lo seguono .Infatti è Lui stesso la via che conduce alla vita . Vive in pienezza l'amore del Padre e dei fratelli. I falsi pastori ci opprimono con subdola menzogna e, all'occorrenza , con violenza, terrore e paura ; il vero pastore ci rende liberi, capaci di amare e di servire , di sperare e di osare. Ognuno è in grado di sentire la differenza tra le due voci. Le pecore,davanti al ladro e al brigante, hanno un atteggiamento opposto a quello che hanno davanti al pastore. Il giudizio sulla verità del pastore è compiuto dalle pecore stesse, non dai sondaggi o dalle pressioni dei capi. Se segue cattivi maestri o pastori – il ventesimo secolo ci offrì straordinari esempi,diversi dai precedenti solo per la maggior capacità di nuocere; cosa ci riserverà il nuovo? - lo fa solo perchè è mentalmente clonato da chi detiene il potere e lo configura a propria immagine e somiglianza. L'uomo è oggi così estraniato da sé, che Dio pare sia l'unico estraneo. Ascoltiamo tutte le voci più strane, ma non quella della coscienza, siamo sedotti da qualunque mercante ci voglia comprare, ma non da Colui che ci ama di Amore Eterno. Gesù diceva che il ladro / brigante non passa dalla porta , ora dice : Io-sono la porta , attraverso la quale le pecore possono uscire in libertà e raggiungere la vita. Lui stesso, Parola diventata carne, è la Porta tra terra e cielo. La porta è dove il muro della prigione è rotto. Chi è chiuso dentro può uscire ; se non vuol uscire, brilla comunque ai suoi occhi la luce del giorno. La salvezza non è entrare nel tempio come pecore da macello, ma uscire con Lui per entrare in Lui, il Figlio, che ci dà la vita e in abbondanza. Egli è infatti l'intelligenza amorosa del Padre , salva la nostra umanità , aprendola alla luce della sua verità. Lui stesso è infatti il pascolo del gregge, il vero Pane di Vita (6,33-35) che soddisfa ogni fame e sete Ora GESU' fa vedere il suo modo di essere Pastore : espone la sua vita a favore delle pecore. Più avanti dirà anche che dispone e depone per loro la sua vita. E' la bellezza dell'amore che si mostra in azione!
KAROL WOJTYLA – Trittico Romano “In principio era il Verbo... e per mezzo di Lui tutto è stato fatto”, il tutto in cui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo - Il Verbo, lo stupendo Verbo – il Verbo Eterno, come un'invisibile soglia di tutto ciò che ha iniziato ad esistere, esiste ed esisterà. Come se il Verbo fosse la soglia.
La soglia del Verbo, in cui tutto era in modo invisibile, eterno e divino – dietro questa soglia iniziano gli eventi!
L'Evangelista Giovanni aveva presentato nel prologo il Verbo, pieno di Grazia e di Verità dicendo di Lui” Dalla Sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e Grazia su Grazia. perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la Grazia e la Verità vennero per mezzo di Gesù Cristo”(Gv 1,16-17). Il Bel Pastore annuncia la Sua Grazia, Egli entra nel recinto del Tempio apertamente, dalla porta e , raccolte le sue pecore le guida, precedendole nel cammino. Esse conoscono la Sua Voce e Lo seguono, sentono la Verità che ispira le Sue Parole e l'Amore che le abita, si fidano di Lui che le conosce una ad una e sa prendersi cura di tutti e di ciascuno. Egli manifesterà Se stesso come Via, Verità e Vita, (Gv 14,6 ) attraverso di Lui , Via, si cammina nella Luce della Verità per avere la Vita Vera ed Eterna. Nella Sua infinita umiltà si descrive anche come Porta , attraverso di Lui si va verso il Padre, “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me” (14,6): e si esce a cercare pascoli ed altre pecore, si entra e si esce con libertà. Ed ecco la Vita in abbondanza che riceviamo dalla Sua Pienezza, Grazia su Grazia!
S. FAUSTI - AMEN, AMEN - Sono parole di rivelazione, con autorità divina.Gesù si rivolge ai farisei, pastori ciechi per illuminarli. Gesù rimprovera i capi del popolo, che gli stanno dinanzi, di non essere pastori : non entrano dalla porta.I capi del popolo hanno rubato a Dio il suo gregge : sono ladri. E sono briganti : opprimono ed esercitano violenza. Il pastore, a differenza dei ladri e dei briganti, entra per la porta, perché è di casa. Ai capi Gesù oppone se stesso come pastore legittimo e unico . il pastore è il Signore stesso (EZ. 34,11) e il suo Messia (EZ. 34, 23), che prende il suo posto, usurpato dai falsi pastori. La sua opera di liberazione consiste nell'illuminarci : ci fa vedere la realtà, mostrando quanto sono falsi i modelli di vita che ciecamente seguiamo. A LUI IL PORTIERE APRE, LE PECORE ASCOLTANO LA SUA VOCE - Il pastore è riconosciuto come tale. Ogni uomo riconosce ed apre il suo cuore alla libertà, all'amore e alla vita, che sa ben distinguere dalla schiavitù, dall'egoismo e dalla morte. Il popolo oppresso riconosce chi gli propone una via d'uscita. L'ex cieco, che ha ascoltato il pastore, è stato espulso dal tempio ed è venuto alla luce. Anche Lazzaro udrà la sua voce e uscirà dalla tomba. Il popolo, in quanto oppresso, è sensibile alla voce della libertà . Quando si fa udire, l'ascolta volentieri. Per ladri e briganti le vittime non hanno né volto, né nome . È una massa anonima da soggiogare e spogliare... per il pastore, invece, ogni pecora ha il suo nome : chiama ciascuna per nome, in un rapporto personale di amicizia. Quando viene la luce, il pastore conduce le pecore fuori dal recinto. Gesù, luce del mondo, porta il popolo fuori dal recinto della legge e del tempio, per farlo camminare alla sua luce. L'ex cieco è il prototipo delle pecore che hanno raggiunto la libertà, il primogenito dei molti fratelli che seguiranno. Giovanni è ebreo, come la sua comunità. Vive il dramma dell'espulsione dei cristiani dal popolo eletto e lo interpreta alla luce della croce di Gesù. Essa rappresenta il sommo male, il peggiore che possa capitare ; eppure il Signore ne ha fatto la salvezza per tutti, giudei compresi. Questi stanno tanto a cuore all'evangelista, che indirizza il c. 10 ai loro capi religiosi, perchè riconoscano il pastore promesso. Solo in questa luce si possono leggere correttamente le polemiche ”antigiudaiche” di Giovanni : sono violente e passionali come quelle dei profeti, testimonianza di un amore ferito che si ostina a proporsi a proporsi, con forza pari alla resistenza che incontra. Come YHWH nell'esodo, Gesù guida il suo popolo verso la terra promessa. Le pecore lo seguono .Infatti è lui stesso la via che conduce alla vita . Vive in pienezza l'amore del Padre e dei fratelli. I falsi pastori ci opprimono con subdola menzogna e, all'occorrenza , con violenza, terrore e paura ; il vero pastore ci rende liberi, capaci di amare e di servire , di sperare e di osare. Ognuno è in grado di sentire la differenza tra le due voci.
----> Gesù chiarisce quanto ha detto, ampliando la metafora della porta e del pastore : mostra se stesso come porta di salvezza in quanto vero pastore. Ai capi, che hanno un falso modello di uomo, egli si presenta ora come “il modello” vero di uomo, a immagine del Dio vivente. Gesù diceva che il ladro / brigante non passa dalla porta , ora dice : Io-sono la porta , attraverso la quale le pecore possono uscire in libertà e raggiungere la vita. Lui stesso, Parola diventata carne, è la Porta tra terra e cielo. La porta è dove il muro della prigione è rotto. Chi è chiuso dentro può uscire ; se non vuol uscire, brilla comunque ai suoi occhi la luce del giorno.Chi vuol essere capo del popolo è un falso pastore ; a meno che abbia come modello colui che ha lavato i piedi ai suoi discepoli. Il pastore bello ci rivela quanto sia brutto ciò che consideriamo normale, anzi, appetibile . Il Figlio ci fa vedere come il nostro stare insieme sia latrocinio e brigantaggio, negazione della fraternità. I profeti hanno sempre denunciato l'ingiustizia e l'oppressione dei capi del popolo. Colpisce il fatto che “tutti” siano falsi pastori. Nessuno, infatti, prima di Gesù, ha visto il Padre . Da Adamo in poi, tutti abbiamo una falsa immagine di Dio e, quindi, un falso modello di uomo. Quello dominante, impersonato da re, sacerdoti e capi, è proprio di chi si impone con violenza e, per giunta, si fa chiamare benefattore , per coprire le sue malefatte. Grande è il potere della parola , sia vera che menzognera. La differenza, non trascurabile, è che la prima fa essere ciò che è, mentre la seconda fa apparire ciò che non è e riduce a nulla ciò che è. La salvezza non è entrare nel tempio come pecore da macello, ma uscire con lui per entrare in lui, il Figlio, che ci dà la vita e in abbondanza. Egli è infatti l'intelligenza amorosa del Padre , salva la nostra umanità , aprendola alla luce della sua verità. Gesù non propone di uscire dall'ovile per entrarci di nuovo, bensì di entrare in lui, che è la porta, per uscire definitivamente dalla schiavitù. Si può , quindi, intendere, che chi chi entrerà in lui, uscirà dall'ovile, trovando finalmente cibo e acqua. Lui stesso è infatti il pascolo del gregge, il vero Pane di Vita (6,33-35) che soddisfa ogni fame e sete. IL PASTORE BELLO Quelli che non hanno lui come modello, vengono nel recinto solo per sfruttare e rubare le pecore, per immolarle nel loro tempio e distruggerle. Per i capi religiosi il popolo è un gregge su cui spadroneggiare, da sacrificare alla legge, di cui sono i padroni, oltre che le prime vittime. GESU' e' il Pastore/Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo(1,29), è venuto per liberare le pecore e dare loro la vita, la sua vita di Figlio. GESU' si identifica con il “Pastore Bello”. “Bello” significa vero, autentico, buono, che sa fare il proprio lavoro ; richiama però anche qualcosa di piacevole, di bello, appunto. E' importante vederne la bellezza e provarne piacere . Questa bellezza salverà il mondo, rendendoci spiacevole ciò che riteniamo piacevole. Ora GESU' fa vedere il suo modo di essere Pastore : espone la sua vita a favore delle pecore. Più avanti dirà anche che dispone e depone per loro la sua vita. E' la bellezza dell'amore che si mostra in azione! Qui non si vuol dire che il pastore offre o dà la sua vita nel senso che muore. Infatti se muore , le pecore sono rapite e disperse. Si vuol dire che la prima caratteristica del Pastore è l'amore e il coraggio con cui difende le pecore : egli, a differenza del mercenario, es-pone per loro la sua vita ad ogni pericolo. (Fausti)
Antifona
RispondiEliminaDell’amore del Signore è piena la terra;
dalla sua parola furono fatti i cieli. Alleluia. (Sal 32,5-6)
Gloria.
Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
guidaci al possesso della gioia eterna,
perché l’umile gregge dei tuoi fedeli
giunga dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
Oppure:
O Dio, nostro Padre,
che hai inviato il tuo Figlio, porta della nostra salvezza,
infondi in noi la sapienza dello Spirito,
perché sappiamo riconoscere la voce di Cristo,
buon pastore, che ci dona la vita in abbondanza.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura
Dio lo ha costituito Signore e Cristo.
Dagli Atti degli Apostoli
At 2,14a.36-41
[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 22 (23)
R. Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia. R.
Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. R.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. R.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R.
Seconda Lettura
Siete stati ricondotti al pastore delle vostre anime.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
1Pt 2,20b-25
Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete
con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché
anche Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
perché ne seguiate le orme:
egli non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca;
insultato, non rispondeva con insulti,
maltrattato, non minacciava vendetta,
ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
sul legno della croce, perché,
non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;
dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore,
ma ora siete stati ricondotti al pastore
e custode delle vostre anime.
Parola di Dio.
EliminaAcclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)
Alleluia.
Vangelo
Io sono la porta delle pecore.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,1-10
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
EliminaDopo averci ricondotti nell’abbraccio di Dio e nell’ovile della Chiesa, Gesù è la porta che ci fa uscire verso il mondo: Egli ci spinge ad andare incontro ai fratelli. E ricordiamolo bene tutti: tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a questo, a uscire dalle nostre comodità e ad avere il coraggio di raggiungere ogni periferia che ha bisogno della luce del Vangelo (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 20). Fratelli e sorelle, essere “in uscita” significa per ciascuno di noi diventare, come Gesù, una porta aperta. È triste e fa male vedere porte chiuse: le porte chiuse del nostro egoismo verso chi ci cammina accanto ogni giorno; le porte chiuse del nostro individualismo in una società che rischia di atrofizzarsi nella solitudine; le porte chiuse della nostra indifferenza nei confronti di chi è nella sofferenza e nella povertà; le porte chiuse verso chi è straniero, diverso, migrante, povero. E perfino le porte chiuse delle nostre comunità ecclesiali: chiuse tra di noi, chiuse verso il mondo, chiuse verso chi “non è in regola”, chiuse verso chi anela al perdono di Dio. Fratelli e sorelle, per favore, per favore: apriamo le porte! Cerchiamo di essere anche noi – con le parole, i gesti, le attività quotidiane – come Gesù: una porta aperta, una porta che non viene mai sbattuta in faccia a nessuno, una porta che permette a tutti di entrare a sperimentare la bellezza dell’amore e del perdono del Signore.
(Francesco - Omelia nella Santa Messa a Piazza Kossuth Lajos a Budapest, 30 aprile 2023)
Gesù, pastore buono e porta delle pecore, è un capo la cui autorità si esprime nel servizio, un capo che per comandare dona la vita e non chiede ad altri di sacrificarla. Di un capo così ci si può fidare, come le pecore che ascoltano la voce del loro pastore perché sanno che con lui si va a pascoli buoni e abbondanti. Basta un segnale, un richiamo ed esse seguono, obbediscono, si incamminano guidate dalla voce di colui che sentono come presenza amica, forte e dolce insieme, che indirizza, protegge, consola e medica.
Elimina( Francesco Regina Caeli 7 maggio 2017)
KAROL WOJTYLA – Trittico Romano
Elimina“In principio era il Verbo...
e per mezzo di Lui tutto è stato fatto”,
il tutto in cui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo -
Il Verbo, lo stupendo Verbo – il Verbo Eterno,
come un'invisibile soglia
di tutto ciò che ha iniziato ad esistere, esiste ed esisterà.
Come se il Verbo fosse la soglia.
La soglia del Verbo, in cui tutto era in modo invisibile,
eterno e divino – dietro questa soglia
iniziano gli eventi!
BENEDETTO XVI – IL PASTORE ( DA GESU' DI NAZARET)
RispondiEliminaL'immagine del pastore, con cui Gesù presenta la Sua missione sia nei Sinottici che nel Vangelo di Giovanni, reca in sé una lunga storia. L'antefatto immediato del discorso figurato di Gesù si trova naturalmente nell'Antico testamento, in cui Dio stesso compare come Pastore d'Israele.
Quest'immagine ha plasmato profondamente la pietà di Israele ed è diventata un messaggio di consolazione e di fiducia soprattutto nei periodi di calamità.
Forse nel Salmo 23 è riassunta nel modo più bello questa pietà fiduciale : Il Signore è il mio pastore - “Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male, perché Tu sei con me”.
L'immagine di Dio Pastore viene sviluppata più estesamente in Ezechiele (Cap 34-37), la cui visione, recuperata con concretezza al presente, viene accolta nelle parabole sinottiche del pastore e nel discorso Giovanneo del pastore come profezia dell'attività di Gesù.
Di fronte ai pastori egoisti, che Ezechiele incontra e denuncia nel suo tempo,il profeta annuncia la promessa che Dio stesso cercherà le Sue pecore e si occuperà di loro (34,13.15.16).
Di fronte alla mormorazione dei farisei e degli scribi riguardo alla Sua convivialità con i peccatori, il Signore racconta la parabola delle 99 pecore rimaste nell'ovile e dell'unica smarrita, alla ricerca della quale si mette il pastore per poi caricarsela sulle spalle tutto contento e riportarla a casa.
Con questa parabola Gesù dice ai Suoi avversari : non avete letto la Parola di Dio in Ezechiele ? Io faccio solo ciò che Dio come vero pastore ha annunciato : “Andrò in cerca delle pecore perdute e ricondurrò all'ovile quelle smarrite”...
Possiamo qui ascoltare come risonanza , le Parole del Salmo 23 “Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce...Davanti a me tu prepari una mensa.. felicità e Grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita” . In modo ancora più immediato vi risuona il discorso del pastore di Ezechiele :”Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d'Israele” (34,14). I Padri hanno scorto nei monti d'Israele e nelle pasture sulle loro vette, dove vi sono ombra ed acqua, un'immagine delle alture della Sacra Scrittura, del nutrimento dispensatore di Vita della Parola di Dio.
L'uomo vive della verità e dell'essere amato, dell'essere amato dalla Verità. Ha bisogno di Dio, del Dio che gli si avvicina e gli spiega il senso della vita. Certo, l'uomo ha bisogno di pane, ha bisogno del nutrimento del corpo,ma nel più profondo ha bisogno soprattutto della Parola , dell'Amore, di Dio Stesso. Chi gli dà questo, gli dà “Vita in abbondanza”. E così libera anche le forze mediante le quali l'uomo può sensatamente plasmare la terra, può trovare per sé e per gli altri i beni che possiamo avere solo nella reciprocità.
FAUSTI - AMEN, AMEN - Sono parole di rivelazione, con autorità divina.Gesù si rivolge ai farisei, pastori ciechi per illuminarli.
RispondiEliminaGesù rimprovera i capi del popolo, che gli stanno dinanzi, di non essere pastori : non entrano dalla porta.I capi del popolo hanno rubato a Dio il suo gregge : sono ladri.
E sono briganti : opprimono ed esercitano violenza.
Il pastore, a differenza dei ladri e dei briganti, entra per la porta, perché è di casa.
Ai capi Gesù oppone se stesso come pastore legittimo e unico . il pastore è il Signore stesso (EZ. 34,11)
e il suo Messia (EZ. 34, 23) che prende il suo posto, usurpato dai falsi pastori.
A Lui il portiere apre, le Sue pecore ascoltano la Sua voce.
Il pastore è riconosciuto come tale. Ogni uomo riconosce ed apre il suo cuore alla libertà, all'amore e alla vita, che sa ben distinguere dalla schiavitù, dall'egoismo e dalla morte.
Il popolo oppresso riconosce chi gli propone una via d'uscita.
L'ex cieco, che ha ascoltato il pastore, è stato espulso dal tempio ed è venuto alla luce.
Anche Lazzaro udrà la sua voce e uscirà dalla tomba.
Il popolo, in quanto oppresso, è sensibile alla voce della libertà .
Quando si fa udire, l'ascolta volentieri.
Come YHWH nell'esodo, Gesù guida il suo popolo verso la terra promessa.
Le pecore lo seguono .Infatti è Lui stesso la via che conduce alla vita .
Vive in pienezza l'amore del Padre e dei fratelli. I falsi pastori ci opprimono con subdola menzogna e, all'occorrenza , con violenza, terrore e paura ; il vero pastore ci rende liberi, capaci di amare e di servire , di sperare e di osare.
Ognuno è in grado di sentire la differenza tra le due voci.
Le pecore,davanti al ladro e al brigante, hanno un atteggiamento opposto a quello che hanno davanti al pastore. Il giudizio sulla verità del pastore è compiuto dalle pecore stesse, non dai sondaggi o dalle pressioni dei capi. Se segue cattivi maestri o pastori – il ventesimo secolo ci offrì straordinari esempi,diversi dai precedenti solo per la maggior capacità di nuocere; cosa ci riserverà il nuovo? - lo fa solo perchè è mentalmente clonato da chi detiene il potere e lo configura a propria immagine e somiglianza.
L'uomo è oggi così estraniato da sé, che Dio pare sia l'unico estraneo.
Ascoltiamo tutte le voci più strane, ma non quella della coscienza, siamo sedotti da qualunque mercante ci voglia comprare, ma non da Colui che ci ama di Amore Eterno.
Gesù diceva che il ladro / brigante non passa dalla porta , ora dice : Io-sono la porta , attraverso la quale le pecore possono uscire in libertà e raggiungere la vita.
Lui stesso, Parola diventata carne, è la Porta tra terra e cielo.
La porta è dove il muro della prigione è rotto. Chi è chiuso dentro può uscire ; se non vuol uscire,
brilla comunque ai suoi occhi la luce del giorno.
La salvezza non è entrare nel tempio come pecore da macello, ma uscire con Lui per entrare in Lui, il Figlio, che ci dà la vita e in abbondanza.
Egli è infatti l'intelligenza amorosa del Padre , salva la nostra umanità , aprendola alla luce della sua verità.
Lui stesso è infatti il pascolo del gregge, il vero Pane di Vita (6,33-35) che soddisfa ogni fame e sete
Ora GESU' fa vedere il suo modo di essere Pastore : espone la sua vita a favore delle pecore.
Più avanti dirà anche che dispone e depone per loro la sua vita.
E' la bellezza dell'amore che si mostra in azione!
KAROL WOJTYLA – Trittico Romano
RispondiElimina“In principio era il Verbo...
e per mezzo di Lui tutto è stato fatto”,
il tutto in cui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo -
Il Verbo, lo stupendo Verbo – il Verbo Eterno,
come un'invisibile soglia
di tutto ciò che ha iniziato ad esistere, esiste ed esisterà.
Come se il Verbo fosse la soglia.
La soglia del Verbo, in cui tutto era in modo invisibile,
eterno e divino – dietro questa soglia
iniziano gli eventi!
L'Evangelista Giovanni aveva presentato nel prologo il Verbo, pieno di Grazia e di Verità dicendo di Lui” Dalla Sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e Grazia su Grazia. perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la Grazia e la Verità vennero per mezzo di Gesù Cristo”(Gv 1,16-17).
RispondiEliminaIl Bel Pastore annuncia la Sua Grazia, Egli entra nel recinto del Tempio apertamente, dalla porta e , raccolte le sue pecore le guida, precedendole nel cammino. Esse conoscono la Sua Voce e Lo seguono, sentono la Verità che ispira le Sue Parole e l'Amore che le abita, si fidano di Lui che le conosce una ad una e sa prendersi cura di tutti e di ciascuno.
Egli manifesterà Se stesso come Via, Verità e Vita, (Gv 14,6 ) attraverso di Lui , Via, si cammina nella Luce della Verità per avere la Vita Vera ed Eterna.
Nella Sua infinita umiltà si descrive anche come Porta , attraverso di Lui si va verso il Padre, “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me” (14,6): e si esce a cercare pascoli ed altre pecore, si entra e si esce con libertà.
Ed ecco la Vita in abbondanza che riceviamo dalla Sua Pienezza, Grazia su Grazia!
S. FAUSTI - AMEN, AMEN - Sono parole di rivelazione, con autorità divina.Gesù si rivolge ai farisei, pastori ciechi per illuminarli.
RispondiEliminaGesù rimprovera i capi del popolo, che gli stanno dinanzi, di non essere pastori : non entrano dalla porta.I capi del popolo hanno rubato a Dio il suo gregge : sono ladri.
E sono briganti : opprimono ed esercitano violenza.
Il pastore, a differenza dei ladri e dei briganti, entra per la porta, perché è di casa.
Ai capi Gesù oppone se stesso come pastore legittimo e unico . il pastore è il Signore stesso (EZ. 34,11)
e il suo Messia (EZ. 34, 23),
che prende il suo posto, usurpato dai falsi pastori.
La sua opera di liberazione consiste nell'illuminarci : ci fa vedere la realtà, mostrando quanto sono falsi i modelli di vita che ciecamente seguiamo.
A LUI IL PORTIERE APRE, LE PECORE ASCOLTANO LA SUA VOCE -
Il pastore è riconosciuto come tale. Ogni uomo riconosce ed apre il suo cuore alla libertà, all'amore e alla vita, che sa ben distinguere dalla schiavitù, dall'egoismo e dalla morte.
Il popolo oppresso riconosce chi gli propone una via d'uscita. L'ex cieco, che ha ascoltato il pastore, è stato espulso dal tempio ed è venuto alla luce. Anche Lazzaro udrà la sua voce e uscirà dalla tomba.
Il popolo, in quanto oppresso, è sensibile alla voce della libertà . Quando si fa udire, l'ascolta volentieri.
Per ladri e briganti le vittime non hanno né volto, né nome . È una massa anonima da soggiogare e spogliare... per il pastore, invece, ogni pecora ha il suo nome : chiama ciascuna per nome, in un rapporto personale di amicizia.
Quando viene la luce, il pastore conduce le pecore fuori dal recinto.
Gesù, luce del mondo, porta il popolo fuori dal recinto della legge e del tempio,
per farlo camminare alla sua luce.
L'ex cieco è il prototipo delle pecore che hanno raggiunto la libertà, il primogenito dei molti fratelli che seguiranno.
Giovanni è ebreo, come la sua comunità. Vive il dramma dell'espulsione dei cristiani dal popolo eletto e lo interpreta alla luce della croce di Gesù.
Essa rappresenta il sommo male, il peggiore che possa capitare ; eppure il Signore ne ha fatto la salvezza per tutti, giudei compresi. Questi stanno tanto a cuore all'evangelista, che indirizza il c. 10 ai loro capi religiosi, perchè riconoscano il pastore promesso. Solo in questa luce si possono leggere correttamente le polemiche ”antigiudaiche” di Giovanni : sono violente e passionali come quelle dei profeti, testimonianza di un amore ferito che si ostina a proporsi a proporsi, con forza pari alla resistenza che incontra.
Come YHWH nell'esodo, Gesù guida il suo popolo verso la terra promessa.
Le pecore lo seguono .Infatti è lui stesso la via che conduce alla vita .
Vive in pienezza l'amore del Padre e dei fratelli. I falsi pastori ci opprimono con subdola menzogna e, all'occorrenza , con violenza, terrore e paura ; il vero pastore ci rende liberi, capaci di amare e di servire , di sperare e di osare. Ognuno è in grado di sentire la differenza tra le due voci.
----> Gesù chiarisce quanto ha detto, ampliando la metafora della porta e del pastore : mostra se stesso come porta di salvezza in quanto vero pastore.
RispondiEliminaAi capi, che hanno un falso modello di uomo, egli si presenta ora come “il modello” vero di uomo, a immagine del Dio vivente.
Gesù diceva che il ladro / brigante non passa dalla porta , ora dice : Io-sono la porta , attraverso la quale le pecore possono uscire in libertà e raggiungere la vita.
Lui stesso, Parola diventata carne, è la Porta tra terra e cielo.
La porta è dove il muro della prigione è rotto. Chi è chiuso dentro può uscire ; se non vuol uscire,
brilla comunque ai suoi occhi la luce del giorno.Chi vuol essere capo del popolo è un falso pastore ; a meno che abbia come modello colui che ha lavato i piedi ai suoi discepoli. Il pastore bello ci rivela quanto sia brutto ciò che consideriamo normale, anzi, appetibile . Il Figlio ci fa vedere come il nostro stare insieme sia latrocinio e brigantaggio, negazione della fraternità.
I profeti hanno sempre denunciato l'ingiustizia e l'oppressione dei capi del popolo. Colpisce il fatto che “tutti” siano falsi pastori. Nessuno, infatti, prima di Gesù, ha visto il Padre . Da Adamo in poi, tutti abbiamo una falsa immagine di Dio e, quindi, un falso modello di uomo.
Quello dominante, impersonato da re, sacerdoti e capi, è proprio di chi si impone con violenza e, per giunta, si fa chiamare benefattore , per coprire le sue malefatte.
Grande è il potere della parola , sia vera che menzognera.
La differenza, non trascurabile, è che la prima fa essere ciò che è,
mentre la seconda fa apparire ciò che non è e riduce a nulla ciò che è.
La salvezza non è entrare nel tempio come pecore da macello, ma uscire con lui per entrare in lui, il Figlio, che ci dà la vita e in abbondanza.
Egli è infatti l'intelligenza amorosa del Padre , salva la nostra umanità , aprendola alla luce della sua verità.
Gesù non propone di uscire dall'ovile per entrarci di nuovo, bensì di entrare in lui, che è la porta, per uscire definitivamente dalla schiavitù.
Si può , quindi, intendere, che chi chi entrerà in lui, uscirà dall'ovile, trovando finalmente cibo e acqua. Lui stesso è infatti il pascolo del gregge, il vero Pane di Vita (6,33-35) che soddisfa ogni fame e sete.
IL PASTORE BELLO Quelli che non hanno lui come modello, vengono nel recinto solo per sfruttare e rubare le pecore, per immolarle nel loro tempio e distruggerle. Per i capi religiosi il popolo è un gregge su cui spadroneggiare, da sacrificare alla legge, di cui sono i padroni, oltre che le prime vittime.
GESU' e' il Pastore/Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo(1,29), è venuto per liberare le pecore e dare loro la vita, la sua vita di Figlio.
GESU' si identifica con il “Pastore Bello”.
“Bello” significa vero, autentico, buono, che sa fare il proprio lavoro ; richiama però anche qualcosa di piacevole, di bello, appunto.
E' importante vederne la bellezza e provarne piacere . Questa bellezza salverà il mondo, rendendoci spiacevole ciò che riteniamo piacevole.
Ora GESU' fa vedere il suo modo di essere Pastore : espone la sua vita a favore delle pecore. Più avanti dirà anche che dispone e depone per loro la sua vita.
E' la bellezza dell'amore che si mostra in azione!
Qui non si vuol dire che il pastore offre o dà la sua vita nel senso che muore. Infatti se muore , le pecore sono rapite e disperse. Si vuol dire che la prima caratteristica del Pastore è l'amore e il coraggio con cui difende le pecore : egli, a differenza del mercenario, es-pone per loro la sua vita ad ogni pericolo. (Fausti)