giovedì 15 gennaio 2026

A - 2 DOMENICA T. ORD.



 

5 commenti:

  1. Antifona
    A te si prostri tutta la terra, o Dio.
    A te canti inni, canti al tuo nome, o Altissimo. (Cf. Sal 65,4)

    Si dice il Gloria.

    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che governi il cielo e la terra,
    ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
    e dona ai nostri giorni la tua pace.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Oppure:

    O Padre,
    che per mezzo di Cristo,
    Agnello pasquale e luce delle genti,
    chiami tutti gli uomini
    a formare il popolo della nuova alleanza,
    conferma in noi la grazia del Battesimo,
    perché con la forza del tuo Spirito
    proclamiamo il lieto annuncio del Vangelo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.
    Dal libro del profeta Isaìa
    Is 49,3.5-6

    Il Signore mi ha detto:
    «Mio servo tu sei, Israele,
    sul quale manifesterò la mia gloria».
    Ora ha parlato il Signore,
    che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
    per ricondurre a lui Giacobbe
    e a lui riunire Israele
    - poiché ero stato onorato dal Signore
    e Dio era stato la mia forza -
    e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
    per restaurare le tribù di Giacobbe
    e ricondurre i superstiti d'Israele.
    Io ti renderò luce delle nazioni,
    perché porti la mia salvezza
    fino all'estremità della terra».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 39 (40)

    R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

    Ho sperato, ho sperato nel Signore,
    ed egli su di me si è chinato,
    ha dato ascolto al mio grido.
    Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
    una lode al nostro Dio. R.

    Sacrificio e offerta non gradisci,
    gli orecchi mi hai aperto,
    non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
    Allora ho detto: «Ecco, io vengo». R.

    «Nel rotolo del libro su di me è scritto
    di fare la tua volontà:
    mio Dio, questo io desidero;
    la tua legge è nel mio intimo». R.

    Ho annunciato la tua giustizia
    nella grande assemblea;
    vedi: non tengo chiuse le labbra,
    Signore, tu lo sai. R.

    Seconda Lettura
    Grazie a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
    1Cor 1,1-3

    Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!

    Parola di Dio.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi;
    a quanti lo hanno accolto
    ha dato potere di diventare figli di Dio. (Gv 1,14a.12a)

    Alleluia.

    Vangelo
    Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo.
    Dal Vangelo secondo Giovanni
    Gv 1,29-34

    In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
    Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

    Parola del Signore.

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    Risposte
    1. Preghiera dei fedeli
      Più che offerte e sacrifici, Dio vuole da noi l’obbedienza alla sua volontà. Disponiamo il nostro animo alla preghiera, affinché possiamo domandargli ciò che è conforme ai suoi disegni d’amore.
      Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

      1. Perché la Chiesa sappia annunciare a tutti gli uomini che Gesù è l’Agnello che toglie i peccati dal mondo e che in lui soltanto c’è la salvezza. Preghiamo.
      2. Per i predicatori, i catechisti, gli educatori, perché siano consapevoli dell’importanza del compito che è stato loro affidato, di essere cioè instancabili annunciatori del Signore. Preghiamo.
      3. Per i cristiani che si trovano in situazioni di peccato, perché riscoprano la loro chiamata alla santità e si aprano alla consolazione e all’aiuto dello Spirito Santo nel cercare e vivere la volontà di Dio. Preghiamo.
      4. Per coloro che sono impegnati nel dialogo interreligioso, perché sappiano individuare tutto ciò che unisce e rende possibile l’incontro tra gli uomini, resi in Cristo fratelli. Preghiamo.
      5. Per noi, convocati a celebrare l’Eucaristia, perché il saperci salvati nel sangue dell’Agnello ci ispiri comportamenti di perdono e fraternità fondati sulla fede, nell’impegno ad edificare il Regno di Dio. Preghiamo.

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  2. PAROLE DEI PAPI

    PAPA FRANCESCO
    ANGELUS Domenica, 15 gennaio 2023
    Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

    Il Vangelo della liturgia odierna (cfr Gv 1,29-34) riporta la testimonianza di Giovanni il Battista su Gesù, dopo averlo battezzato nel fiume Giordano. Dice così: «Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me» (vv. 29-30).

    Questa dichiarazione, questa testimonianza, rivela lo spirito di servizio di Giovanni. Egli era stato inviato a preparare la strada al Messia e l’aveva fatto senza risparmiarsi. Umanamente si potrebbe pensare che gli venga riconosciuto un “premio”, un posto di rilievo nella vita pubblica di Gesù. Invece no. Giovanni, compiuta la sua missione, sa farsi da parte, si ritira dalla scena per fare posto a Gesù. Ha visto lo Spirito scendere su di Lui (cfr vv. 33-34), lo ha indicato come l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e ora si mette a sua volta in umile ascolto. Da profeta diventa discepolo. Ha predicato al popolo, ha raccolto dei discepoli e li ha formati per molto tempo. Eppure non lega nessuno a sé. E questo è difficile ma è il segno del vero educatore: non legare le persone a sé. Giovanni fa così: mette i suoi discepoli sulle orme di Gesù. Non è interessato ad avere un seguito per sé, a ottenere prestigio e successo, ma dà testimonianza e poi fa un passo indietro, perché molti abbiano la gioia di incontrare Gesù. Possiamo dire: apre la porta e se ne va.

    Con questo suo spirito di servizio, con la sua capacità di fare posto a Gesù, Giovanni il Battista ci insegna una cosa importante: la libertà dagli attaccamenti. Sì, perché è facile attaccarsi a ruoli e posizioni, al bisogno di essere stimati, riconosciuti e premiati. E questo, pur essendo naturale, non è una cosa buona, perché il servizio comporta la gratuità, il prendersi cura degli altri senza vantaggi per sé, senza secondi fini, senza aspettare il contraccambio. Farà bene anche a noi coltivare, come Giovanni, la virtù di farci da parte al momento opportuno, testimoniando che il punto di riferimento della vita è Gesù. Farsi da parte, imparare a congedarsi: ho fatto questa missione, ho fatto questo incontro, mi faccio da parte e lascio posto al Signore. Imparare a farsi da parte, non prendere qualcosa come un contraccambio per noi.

    Pensiamo a quanto è importante questo per un sacerdote, che è chiamato a predicare e celebrare non per protagonismo o per interesse, ma per accompagnare gli altri a Gesù. Pensiamo a quant’è importante per i genitori, che crescono i figli con tanti sacrifici, ma poi li devono lasciare liberi di prendere la loro strada nel lavoro, nel matrimonio, nella vita. È bello e giusto che i genitori continuino ad assicurare la loro presenza, dicendo ai figli: «Non vi lasciamo soli», ma con discrezione, senza invadenza. La libertà di crescere. E lo stesso vale per altri ambiti, come l’amicizia, la vita di coppia, la vita comunitaria. Liberarsi dagli attaccamenti del proprio io e saper farsi da parte costa, ma è molto importante: è il passo decisivo per crescere nello spirito di servizio, senza cercare il contraccambio.

    Fratelli, sorelle, proviamo a chiederci: siamo capaci di fare posto agli altri? Di ascoltarli, di lasciarli liberi, di non legarli a noi pretendendo riconoscimenti? Anche di lasciarli parlare, a volte. Non dire: “Ma tu non sai niente!”. Lasciar parlare, fare posto agli altri. Attiriamo gli altri a Gesù o a noi stessi? E ancora, sull’esempio di Giovanni: sappiamo gioire del fatto che le persone prendano la loro strada e seguano la loro chiamata, anche se questo comporta un po’ di distacco nei nostri confronti? Ci rallegriamo per i loro traguardi, con sincerità e senza invidia? Questo è lasciare crescere gli altri.

    Maria, la serva del Signore, ci aiuti ad essere liberi dagli attaccamenti, per fare posto al Signore e dare spazio agli altri.

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  3. Santa Faustina Kowalska (1905-1938)


    O Agnello di Dio, nascosto tra gli uomini!
    O inconcepibile bontà di Dio, che ci proteggi ad ogni passo, sia dato infinito onore alla tua misericordia, perché avendo fraternizzato non con gli angeli, ma con gli uomini, questo è un miracolo dell'insondabile mistero della tua misericordia. Tutta la nostra fiducia è in Te, Gesù Cristo, nostro Fratello Maggiore, vero Dio e vero Uomo.

    Il mio cuore trema di gioia nel vedere quanto Dio sia buono con noi, così miseri e ingrati, e come prova del suo amore ci fa un dono inconcepibile, cioè se stesso, nella persona di suo Figlio. Non potremo esaurire il mistero di questo amore in tutta l'eternità. O uomini, perché pensate così poco che Dio sia veramente in mezzo a noi?

    O Agnello di Dio, non so cosa sia più da ammirare in Te: la Tua mitezza, la Tua vita nascosta e il Tuo annientamento per l'uomo, o quell'incessante miracolo della Tua misericordia che trasforma le anime e le eleva alla vita eterna. Sebbene tu sia così nascosto, la tua onnipotenza si rivela qui più che nella creazione dell'uomo; sebbene l'onnipotenza della tua misericordia agisca per la giustificazione del peccatore, la tua azione rimane silenziosa e nascosta.

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  4. FAUSTI - “Vede Gesù che viene verso di lui”: il giorno dopo la sua testimonianza, Giovanni “vede” Colui che già prima aveva contemplato, ma senza riconoscerlo. Anche il lettore ha già udito nel prologo che Gesù è l'unigenito Figlio di Dio ; ma ci vuole tempo per riconoscerlo.
    Vedere Gesù che “viene” è vedere l'invisibile, la Parola diventata Carne che mostra la Gloria. Giovanni l'attende, ma è lei che viene per farsi vedere. L'iniziativa dell'incontro è Sua.
    Il Figlio, come è rivolto verso il Padre, così necessariamente si rivolge verso di noi, suoi fratelli.
    La “voce di uno che grida nel deserto” suona consolazione, perché promette il perdono e reca la buona notizia : “Ecco il nostro Dio!” (Is 40,1-9).
    Il perdono però non è solo per Israele, ma per “il mondo”, perché ogni carne veda la Sua Gloria
    (Is 40,5). Si parla di peccato, non di peccati. Si tratta della peccaminosità, che è la non conoscenza di Dio, radice di ogni singola trasgressione. Chi toglie il peccato non può che essere Dio in persona.
    Gesù è chiamato “l'agnello”. La parola allude al Servo di JHWH , muto come un agnello condotto al macello (Is 53,7) , tanto più che la parola aramaica “taleya” può significare sia fanciullo/servo che agnello. In queste parole di Giovanni risuona la stessa teologia degli altri Vangeli, secondo i quali Gesù nel battesimo è proclamato dal Padre come il Figlio/Servo che, con il Suo sacrificio, salverà il mondo.Il Battesimo di Gesù è la porta d'ingresso alla rivelazione cristiana, che c'introduce nella casa di Dio. Non è Lui tutto una porta spalancata all'uomo ? .
    La scena del battesimo di Gesù è avvenuta in precedenza, in un tempo imprecisato. Non si dice quando, forse perché in ogni tempo la Parola “si battezza” e si immerge nel modo.
    Giovanni, come ciascuno di noi, ha bisogno di tempo per comprendere ciò che ha contemplato nella carne della Parola, solidale con ogni carne. Egli si rivela il Figlio perché si fa nostro fratello e si immerge nella condizione comune a tutti.
    Lo Spirito che nella creazione aleggiava sulle acque primordiali , la colomba che si librava sulla terra appena emersa dal diluvio, scende su Gesù che si battezza nel Giordano.
    Non solo scende, ma “dimora” su di Lui, Sua casa.
    Direttamente da Dio per ispirazione interiore, o indirettamente, attraverso la Parola a lungo masticata, Giovanni conosce il segno per riconoscere “Colui che viene” . è lo Spirito che scende e dimora su di Lui. Tuttavia, anche per lui, come per noi, c'è sempre una distanza tra il conoscere e il riconoscere , tra il vedere e il comprendere.
    Mentre gli altri profeti avevano previsto e predetto, Giovanni vede e dice . il compimento di ciò che fu promesso è già avvenuto in Gesù ed è presente a tutti nella testimonianza di chi ha visto e racconta.

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