giovedì 16 luglio 2026

A - 16 DOMENICA T.ORD.


 

2 commenti:

  1. Antifona
    Ecco, Dio è il mio aiuto,
    il Signore sostiene la mia vita.
    A te con gioia offrirò sacrifici
    e loderò il tuo nome, o Signore, perché tu sei buono. ( Sal 53,6.8)

    Gloria.
    Sii propizio a noi tuoi fedeli, o Signore,
    e donaci in abbondanza i tesori della tua grazia,
    perché, ardenti di speranza, fede e carità,
    restiamo sempre vigilanti nel custodire i tuoi comandamenti.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.
    Credo.

    Prima Lettura
    Dopo i peccati, tu concedi il pentimento.
    Dal libro della Sapienza
    Sap 12,13.16-19

    Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall'accusa di giudice ingiusto.
    La tua forza infatti è il principio della giustizia,
    e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti.
    Mostri la tua forza
    quando non si crede nella pienezza del tuo potere,
    e rigetti l'insolenza di coloro che pur la conoscono.
    Padrone della forza, tu giudichi con mitezza
    e ci governi con molta indulgenza,
    perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.
    Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
    che il giusto deve amare gli uomini,
    e hai dato ai tuoi figli la buona speranza
    che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 85 (86)
    R. Tu sei buono, Signore, e perdoni.
    Tu sei buono, Signore, e perdoni,
    sei pieno di misericordia con chi t'invoca.
    Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera
    e sii attento alla voce delle mie suppliche. R.

    Tutte le genti che hai creato verranno
    e si prostreranno davanti a te, Signore,
    per dare gloria al tuo nome.
    Grande tu sei e compi meraviglie:
    tu solo sei Dio. R.

    Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
    lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà,
    volgiti a me e abbi pietà. R.

    Seconda Lettura
    Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
    Rm 8,26-27

    Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

    Parola di Dio.


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    Risposte
    1. Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Ti rendo lode, Padre,
      Signore del cielo e della terra,
      perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Mt 11,25)

      Alleluia.

      Vangelo
      Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura.
      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 13,24-43

      In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: "Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?". Ed egli rispose loro: "Un nemico ha fatto questo!". E i servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a raccoglierla?". "No", rispose, "perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio"».
      Espose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
      Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
      Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
      «Aprirò la mia bocca con parabole,
      proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
      Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

      Parola del Signore.

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