venerdì 5 giugno 2026

SS. CORPO E SANGUE DI GESU'


 

5 commenti:

  1. Antifona
    Il Signore ha nutrito il suo popolo con fiore di frumento,
    e lo ha saziato con miele dalla roccia. ( Sal 80,17)

    Gloria.

    Signore Gesù Cristo,
    che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia
    ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,
    fa' che adoriamo con viva fede
    il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,
    per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
    Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre.
    Prima Lettura
    Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.
    Dal libro del Deuteronòmio
    Dt 8,2-3.14b-16a

    Mosè parlò al popolo dicendo:
    «Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
    Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgorgare per te l'acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Sal 147
    R. Loda il Signore, Gerusalemme.
    Celebra il Signore, Gerusalemme,
    loda il tuo Dio, Sion,
    perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
    in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R.

    Egli mette pace nei tuoi confini
    e ti sazia con fiore di frumento.
    Manda sulla terra il suo messaggio:
    la sua parola corre veloce. R.

    Annuncia a Giacobbe la sua parola,
    i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
    Così non ha fatto con nessun'altra nazione,
    non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.

    Seconda Lettura
    Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo.
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
    1Cor 10,16-17

    Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo?
    E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
    Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane.

    Parola di Dio.

    SEQUENZA
    Ecco il pane degli angeli,
    pane dei pellegrini,
    vero pane dei figli:
    non dev'essere gettato.

    Con i simboli è annunziato,
    in Isacco dato a morte,
    nell'agnello della Pasqua,
    nella manna data ai padri.

    Buon pastore, vero pane,
    o Gesù, pietà di noi:
    nútrici e difendici,
    portaci ai beni eterni
    nella terra dei viventi.

    Tu che tutto sai e puoi,
    che ci nutri sulla terra,
    conduci i tuoi fratelli
    alla tavola del cielo
    nella gioia dei tuoi santi.


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    1. Acclamazione al Vangelo

      Alleluia, alleluia.
      Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
      se uno mangia di questo pane vivrà in eterno. (Gv 6,51)
      Alleluia.


      Vangelo
      La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
      Dal Vangelo secondo Giovanni
      Gv 6,51-58

      In quel tempo, Gesù disse alla folla:
      «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
      Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
      Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

      Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEI PAPI
    Oggi, in Italia e in altri Paesi, si celebra il Corpus Domini, la festa dell’Eucaristia, il Sacramento del Corpo e Sangue del Signore, che Egli ha istituito nell’Ultima Cena e che costituisce il tesoro più prezioso della Chiesa. L’Eucaristia è come il cuore pulsante che dà vita a tutto il corpo mistico della Chiesa: un organismo sociale tutto basato sul legame spirituale ma concreto con Cristo. Come afferma l’apostolo Paolo: “Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane” (1Cor 10,17). Senza l’Eucaristia la Chiesa semplicemente non esisterebbe. E’ l’Eucaristia, infatti, che fa di una comunità umana un mistero di comunione, capace di portare Dio al mondo e il mondo a Dio. Lo Spirito Santo, che trasforma il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Cristo, trasforma anche quanti lo ricevono con fede in membra del corpo di Cristo, così che la Chiesa è realmente sacramento di unità degli uomini con Dio e tra di loro.

    In una cultura sempre più individualistica, quale è quella in cui siamo immersi nelle società occidentali, e che tende a diffondersi in tutto il mondo, l’Eucaristia costituisce una sorta di “antidoto”, che opera nelle menti e nei cuori dei credenti e continuamente semina in essi la logica della comunione, del servizio, della condivisione, insomma, la logica del Vangelo. I primi cristiani, a Gerusalemme, erano un segno evidente di questo nuovo stile di vita, perché vivevano in fraternità e mettevano in comune i loro beni, affinché nessuno fosse indigente (cfr At 2,42-47). Da che cosa derivava tutto questo? Dall’Eucaristia, cioè da Cristo risorto, realmente presente in mezzo ai suoi discepoli e operante con la forza dello Spirito Santo. E anche nelle generazioni seguenti, attraverso i secoli, la Chiesa, malgrado i limiti e gli errori umani, ha continuato ad essere nel mondo una forza di comunione. Pensiamo specialmente ai periodi più difficili, di prova: che cosa ha significato, ad esempio, per i Paesi sottoposti a regimi totalitari, la possibilità di ritrovarsi alla Messa domenicale! Come dicevano gli antichi martiri di Abitene: “Sine Dominico non possumus” – senza il “Dominicum”, cioè senza l’Eucaristia domenicale non possiamo vivere. Ma il vuoto prodotto dalla falsa libertà può essere altrettanto pericoloso, e allora la comunione con il Corpo di Cristo è farmaco dell’intelligenza e della volontà, per ritrovare il gusto della verità e del bene comune.

    Cari amici, invochiamo la Vergine Maria, che il mio Predecessore, il beato Giovanni Paolo II ha definito “Donna eucaristica” (Ecclesia de Eucharistia, 53-58). Alla sua scuola, anche la nostra vita diventi pienamente “eucaristica”, aperta a Dio e agli altri, capace di trasformare il male in bene con la forza dell’amore, protesa a favorire l’unità, la comunione, la fraternità.
    (BENEDETTO XVI 26 giugno 2011)

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    1. Cristo è la risposta di Dio alla fame dell’uomo, perché il suo corpo è il pane della vita eterna: prendete e mangiatene tutti! L’invito di Gesù abbraccia la nostra esperienza quotidiana: per vivere, abbiamo bisogno di nutrirci della vita, togliendola a piante e animali. Eppure, mangiare qualcosa di morto ci ricorda che anche noi, per quanto mangiamo, moriremo. Quando invece ci nutriamo di Gesù, pane vivo e vero, viviamo per Lui. Offrendo tutto sé stesso, il Crocifisso Risorto si consegna a noi, che scopriamo così d’essere fatti per nutrirci di Dio. La nostra natura affamata porta il segno di un’indigenza che viene saziata dalla grazia dell’Eucaristia. Come scrive Sant’Agostino, davvero Cristo è (…) un pane che nutre e non viene meno; un pane che si può mangiare ma non si può esaurire. L’Eucaristia, infatti, è la presenza vera, reale e sostanziale del Salvatore, che trasforma il pane in sé, per trasformare noi in Lui. Vivo e vivificante, il Corpus Domini rende noi, cioè la Chiesa stessa, corpo del Signore.
      (Leone XIV - Omelia Santa Messa nel Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, 22 -6-2025)

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  3. FAUSTI -Il pane richiama la Parola di Dio,principio di vita.
    Il vero pane è Gesù, Parola diventata carne.
    La manna è il cibo dell'esodo . I"vostri padri" ne mangiarono, ma non giunsero alla terra promessa.(Sl 95,8); fallirono nel cammino e non ottennero la vita eterna, perchè non ascoltarono il Signore . La manna venne dal cielo, ma solo nel passato ; inoltre chi ne mangiò non ottenne la vita.
    Il pane di cui Gesù parla invece"scende"ora dal cielo, al presente, e chi ne mangia,
    non muore- Il pane richiama la Parola di Dio,principio di vita.
    Il vero pane è Gesù, Parola diventata carne.
    La manna è il cibo dell'esodo . I"vostri padri" ne mangiarono, ma non giunsero alla terra promessa.(Sl 95,8); fallirono nel cammino e non ottennero la vita eterna, perchè non ascoltarono il Signore . La manna venne dal cielo, ma solo nel passato ; inoltre chi ne mangiò non ottenne la vita.
    Il pane di cui Gesù parla invece"scende"ora dal cielo, al presente, e chi ne mangia,
    non muore. Si passa dal pane, che richiama il dono della manna, alla carne, che richiama il sacrificio dell'agnello. Sono allusioni all'esodo e alla Pasqua.
    Il pane che Gesù darà, quando sarà giunta la sua ora, è la sua carne : il suo corpo dato per noi. E' un preannuncio della Passione e del suo frutto.
    Gesù è l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, diventando, nel suo sacrificio, sorgente di vita e di benedizione per tutti.
    La carne di Gesù, la sua umanità offerta sulla croce come dono totale di amore, è
    l'epifania di quel Dio che mai nessuno ha visto.
    In lui la Parola è diventata carne perché la carne stessa diventi Parola, racconto di Dio, presenza del suo Spirito che anima il mondo. Ogni altro cibo e bevanda sono "segno" , simbolo o metafora, della carne e del sangue del Figlio, la "realtà" che ci dà la vita ed è la nostra vita.
    Per il popolo che camminava nel deserto la manna era il cibo che garantiva la vita fisica, la legge era il cibo che garantiva la vita eterna.
    Ora Gesù si propone come vero cibo e vera bevanda, compimento della vita che ha nella creazione il suo inizio, nell'esodo il suo riscatto e nella comunione con Dio il suo fine.

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