venerdì 29 maggio 2026

SANTISSIMA TRINITA'


 

2 commenti:

  1. Antifona
    Sia benedetto Dio Padre
    e l’unigenito Figlio di Dio
    e lo Spirito Santo;
    perché grande è il suo amore per noi.

    Gloria.
    O Dio Padre,
    che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità,
    e lo Spirito santificatore
    per rivelare agli uomini il mistero ineffabile della tua vita,
    fa’ che nella confessione della vera fede
    riconosciamo la gloria della Trinità
    e adoriamo l’unico Dio in tre persone.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Padre fedele e misericordioso,
    che ci hai rivelato il mistero della tua vita
    donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore,
    sostieni la nostra fede
    e ispiraci sentimenti di pace e di speranza,
    perché, amandoci come fratelli,
    rendiamo gloria al tuo santo nome.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Si dice il Credo.

    Prima Lettura
    Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.
    Dal libro dell’Èsodo
    Es 34,4b-6.8-9

    In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
    Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
    Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dn 3,52-56
    R. A te la lode e la gloria nei secoli.
    Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri. R.

    Benedetto il tuo nome glorioso e santo. R.

    Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso. R.

    Benedetto sei tu sul trono del tuo regno. R.

    Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
    e siedi sui cherubini. R.

    Benedetto sei tu nel firmamento del cielo. R.

    Seconda Lettura
    La grazia di Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.
    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
    2Cor 13,11-13

    Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
    Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
    La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

    Parola di Dio.
    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
    a Dio, che è, che era e che viene. ( Ap 1,8)

    Alleluia.

    Vangelo
    Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
    Dal Vangelo secondo Giovanni
    Gv 3,16-18

    In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
    «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
    Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
    Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

    Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEI PAPI


    PAPA FRANCESCO ANGELUS 4 giugno 2023
    Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
    Oggi, Solennità della Santissima Trinità, il Vangelo è tratto dal dialogo di Gesù con Nicodemo (cfr Gv 3,16-18). Nicodemo era un membro del Sinedrio, appassionato del mistero di Dio: riconosce in Gesù un maestro divino e di nascosto, di notte, va a parlare con Lui. Gesù lo ascolta, capisce che è un uomo in ricerca e allora prima lo stupisce, rispondendogli che per entrare nel Regno di Dio bisogna rinascere; poi gli svela il cuore del mistero dicendo che Dio ha amato così tanto l’umanità da mandare il suo Figlio nel mondo. Gesù, dunque, il Figlio, ci parla del Padre e del suo amore immenso.

    Padre e Figlio. È un’immagine familiare che, se ci pensiamo, scardina il nostro immaginario su Dio. La parola stessa “Dio”, infatti, ci suggerisce una realtà singolare, maestosa e distante, mentre sentir parlare di un Padre e di un Figlio ci riporta a casa. Sì, possiamo pensare Dio così, attraverso l’immagine di una famiglia riunita a tavola, dove si condivide la vita. Del resto, quella della mensa, che allo stesso tempo è un altare, è un simbolo con cui certe icone raffigurano la Trinità. È un’immagine che ci parla di un Dio comunione. Padre, Figlio e Spirito Santo: comunione.

    Ma non è solo un’immagine, è realtà! È realtà perché lo Spirito Santo, lo Spirito che il Padre mediante Gesù ha effuso nei nostri cuori (cfr Gal 4,6), ci fa gustare, ci fa assaporare la presenza di Dio: presenza sempre vicina, compassionevole e tenera. Lo Spirito Santo fa con noi come Gesù con Nicodemo: ci introduce nel mistero della nuova nascita – la nascita della fede, della vita cristiana –, ci svela il cuore del Padre e ci rende partecipi della vita stessa di Dio.

    L’invito che ci rivolge, potremmo dire, è quello di stare a tavola con Dio per condividere il suo amore. Questa è l’immagine. Questo è ciò che succede in ogni Messa, all’altare della mensa eucaristica, dove Gesù si offre al Padre e si offre per noi. E sì, è così, fratelli e sorelle, il nostro Dio è comunione d’amore: così ce lo ha rivelato Gesù. E sapete come possiamo fare a ricordarlo? Con il gesto più semplice, che abbiamo imparato da bambini: il segno della croce. Tracciando la croce sul nostro corpo ci ricordiamo quanto Dio ci ha amato, fino a dare la vita per noi; e ripetiamo a noi stessi che il suo amore ci avvolge completamente, dall’alto in basso, da sinistra a destra, come un abbraccio che non ci abbandona mai. E al tempo stesso ci impegniamo a testimoniare Dio-amore, creando comunione nel suo nome. Forse adesso, ognuno di noi, e tutti insieme, facciamo il segno della croce su di noi [fa il segno della croce].

    Oggi allora possiamo chiederci: noi testimoniamo Dio-amore? Oppure Dio-amore è diventato a sua volta un concetto, qualcosa di già sentito, che non smuove e non provoca più la vita? Se Dio è amore, le nostre comunità lo testimoniano? Sanno amare? Le nostre comunità sanno amare? E la nostra famiglia, sappiamo amare in famiglia? Teniamo la porta sempre aperta, sappiamo accogliere tutti, sottolineo tutti, come fratelli e sorelle? Offriamo a tutti il cibo del perdono di Dio e la gioia evangelica? Si respira aria di casa o assomigliamo più a un ufficio o a un luogo riservato dove entrano solo gli eletti? Dio è amore, Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo e ha dato la vita per noi, per questo facciamo il segno della croce.

    E Maria ci aiuti a vivere la Chiesa come quella casa in cui si ama in modo familiare, a gloria di Dio Padre e Figlio e Spirito Santo.

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